E venni al mondo – Barbara Buoso

€15,00

Con "E venni al mondo" (Apogeo Editore), Barbara Buoso cerca di tracciare delle possibili risposte a dei quesiti fondamentali, mettendo in scena due storie dal background differente, ma assimilabili per la comune ricerca della propria identità: una volta “venuti al mondo”, come ci dobbiamo comportare rispetto alla nostra identità? Chi siamo veramente? Cosa cerchiamo? Da cosa siamo guidati e dove siamo diretti?
Le vicende dei due protagonisti vengono narrate separatamente fino al loro primo incontro, che avviene senza particolari “effetti scenici”. Il fulcro del romanzo sta proprio nella semplice e sincera amicizia che nasce fra Mauro e Marzia, diversa dai soliti cliché: non è una storia d’amore, non è uno scontro, non vi è nulla di stravagante o intrigante. È segnata da una serenità leggera, delicata e scherzosa, ma allo stesso tempo autentica, incondizionata e libera.

Barbara Buoso comincia presentandoci Mauro attraverso le figure dei suoi genitori, coloro che l’hanno messo al mondo, caratterizzati nei loro comportamenti fissi, immobili nelle loro convinzioni, personaggi senza sviluppo alcuno. Sono loro a determinare nell’intimo l’essere del figlio e a continuare ad alimentare i suoi turbamenti e i suoi dispiaceri, spingendolo (in una forma di “contrappasso” oppositivo) a manifestare sempre più la sua personalità eccentrica tanto odiata dal padre. Fin da piccolo diverso dagli altri bambini a causa di un desiderio viscerale di somigliare alla madre, Mauro sviluppa nella vita la consapevolezza di essere una donna intrappolata nel corpo di un uomo, e vive cercando di indagare sempre più in profondità queste sensazioni forti, alla ricerca della propria identità.
Le sue relazioni sono sempre tese a ottenere il riconoscimento e l’accettazione da parte degli altri, “comprandosi” l’affetto delle amiche attraverso regali costosi e favori vari, o concedendosi a uomini per denaro. Nulla, per lui, è incondizionato. Sua madre lo ama in quanto sua “creazione”, suo padre lo detesta in quanto “diverso”. Le sue amiche lo frequentano in quanto “generoso”, gli uomini anche. Dopo un periodo a Roma, sposa Gloria (sua storica amica) senza amarla, per “mettere le cose in regola”, e trova lavoro come insegnante in un liceo. Non tarderà però a farsi sentire forte e pressante la sua vera natura, fino al momento in cui da latente diventerà patente, dando avvio alla trasformazione di Mauro in Medusa.
Marzia è invece una giovane donna rintanata a lavorare come proiezionista in un cinema-teatro quasi sempre vuoto, alle prese con degli studi universitari che non riesce a terminare, venuta al mondo come prodotto di una storia familiare contraddistinta da una notevole chiusura mentale, con una madre sempre vissuta in campagna che non sa e non saprà mai adattarsi alla città.

 

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